“Il vero viaggio di scoperta non consiste nel cercare nuove terre, ma nell’avere nuovi occhi”

Scoprire e raccontare i luoghi dell’Appennino utilizzando la fotografia che, a mio personale parere, è la miglior forma di comunicazione esistente per trasmettere le emozioni. Negli ultimi anni stiamo assistendo a una esponenziale crescita del settore dell’escursionismo e dell’outdoor. Sono ormai tantissime le persone che vanno in giro in natura autonomamente, oppure si iscrivono ad escursioni organizzate da associazioni e guide professioniste. Questa esplosione improvvisa di questo fenomeno ha fatto si che l’offerta si sia in pochi anni appiattita e uniformata, tutti fanno la stessa attività utilizzando schemi molto simili e, a mio parere, spesso anche molto banali: pubblicità sui social, giretto domenicale veloce sul sentiero (dove il giorno prima si è andati a fare il sopralluogo per paura di perdersi) occhio fisso sull’orologio per cercare di battere il record della domenica precedente, mangiata finale e se si è fortunati c’è anche qualcuno che da qualche veloce informazione sul luogo visitato. Ecco, la maggior parte di quello che si vede in giro di questi tempi utilizza questo schema e non va oltre, chi ne fa le spese (anche economiche) è sempre l’utente appassionato che magari in escursione vorrebbe solo rilassarsi, camminare più lentamente e fermarsi a curiosare nei posti attraversati, scattare qualche bella foto e fare un po di domande alla guida che magari sul luogo è molto preparata.
Il progetto Appennino Selvaggio nasce per trasformare ogni escursione proposta in un viaggio alla ricerca di luoghi che spesso sono già conosciuti ma il viaggio viene vissuto da chi partecipa con occhi nuovi, e a volte il viaggio avviene anche dentro se stessi con l’aiuto di Madre Natura e della fotografia. E’ per questo che ho utilizzato la famosissima citazione dello scrittore francese Marcel Proust perchè in essa è racchiusa l’essenza di quello che io propongo…

“Il vero viaggio di scoperta non consiste nel cercare nuove terre, ma nell’avere nuovi occhi”

A presto!

Nando Ramondo